Una giornata a Comacchio


Comacchio è una storica cittadina immersa nelle sue valli omonime nel Delta del Po. Viene spesso soprannominata "la piccola Venezia", per la sua costruzione simile, fatta di canali e vicoli pedonali. Fuori dalle classiche rotte, Comacchio è ideale per una gita fuori porta nei dintorni di Ferrara, sia per una giornata culturale che naturalistica.

Una giornata a Comacchio
Un po' di storia

Il primo insediamento di Comacchio è di origine etrusca. La città, l'antica Spina,  era comporta da 13 isolotti, era un importante centro commerciale con il Mediterraneo. Successivamente andò in mano ai Romani, come si può dimostrare dal ritrovamento di una nave, la Fortuna Maris, naufragata nelle valli con tutto il carico a bordo, permettendo di riscoprire antichi manufatti e oggetti di origine romana.


Successivamente passò nelle mani di Ravenna e poi ai Longobardi. Iniziò a produrre il sale avviando un commercio, ma la concorrenza con Venezia si faceva sempre più grande, tanto che la Serenissima attaccò varie colte Comacchio, che fu distrutta più volte. Questo permise anche a Venezia il suo dominio sul mare: si pensa che se, al contrario, avesse trionfato Comacchio, essa sarebbe diventata una Repubblica Marinara.

Nel Basso Medioevo, Comacchio entrò a far parte dei territori del Ducato degli Este, di cui però rimasero pochissime tracce. Nel 1598 passò allo Stato Pontificio, il quale iniziò un continuo affitto e subaffitto delle zone a forestieri, riconoscendo l'importanza della ricchezza delle valli. Il dominio durò fino all'Unità d'Italia, dopo la quale il Comune poté riappropriarsi delle valli e territori.


L'economia del secolo scorso portò alla bonifica di gran parte delle valli circostanti a favore dell'agricoltura; questo avvenimento consentì anche i ritrovamenti della città antica di Spina. Attualmente sono costantemente in modo pompe che aspirano acqua, la quale potrebbe tornare a invadere il terreno e rovinare i campi. 


Una giornata a Comacchio
Cosa vedere

Il ponte dei Trepponti
Il suo nome sarebbe ponte Pallotta ed è il simbolo della città. Risale al 1638 ed era la porta della città: il canale che scorre al di sotto arriva direttamente al mare Adriatico. Scendendo la scalinata si arriva alla Vecchia Pescheria, che attualmente viene utilizzata per ospitare eventi e mostre temporanee in primavera e autunno.


Ponte degli Sbirri
Un particolare ponte con tre arcate che sovrasta due canali che si uniscono, uno snodo importante delle acque di Comacchio. Deve il suo nome all’antico carcere che sorgeva nelle vicinanze.


Museo del Delta Antico
Vicino al Ponte degli Sbirri sorge il Museo del Delta Antico, inaugurato il 25 marzo 2017 nel vecchio Ospedale degli Infermi. Il museo illustra un percorso della zona partendo dall’età romana, esposta al primo piano, in cui vengono mostrati manufatti, reperti e produzioni, come monete, vasi e tanto altro. Al secondo piano, invece, la mostra è dedicata alla nave Fortuna Maris ritrovata nelle Valli di Comacchio nel 1981 con tutto il carico in stiva.


Quando: da novembre a febbraio da martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.00 ; da marzo a giugno e da settembre a ottobre da martedì alla domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30 ; luglio e agosto aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Quanto: intero 6€ ; ridotto (11-18 anni, over 65, scolaresche, gruppi di minimo 20 persone) 3€


La Torre Civica e la Loggia del Grano
La torre è una ricostruzione del 1800 dopo che l’originale fu rasa al suolo. Dal 1816 è dotata di un orologio meccanico. La Loggia risale al 1623 e serviva come granaio per i poveri.


Il Loggiato dei Cappuccini
Composto da 143 archi sostenuto da altrettante colonne in marmo, fu fatto edificare nel 1647. Collega il Santuario di Santa Maria in Aula Regia con il centro abitato. Percorrendo il loggiato a si arriverà al museo dei Manufatti dei Marinai.


Il Museo dei Manufatti dei Marinati
Il museo più importante di Comacchio, racconta la storia e la cultura degli abitanti. È ospitato nell’antico edificio dove venivano lavorate e marinate le anguille pescate nelle Valli di Comacchio seguendo un processo antichissimo e tramandato dalle generazioni.


Nelle prime sale troverete alcuni materiali utilizzati in quel tempo e filmati storici della vita a Comacchio è nella fabbrica. Oltre a quelli, anche estratti dal film “La donna del fiume”, con Sophia Loren, la quale interpreta proprio una lavoratrice delle anguille.


Un’altra Sala interessante è la Calata (o Fossa) dove entravano nella fabbrica le barche piene di anguille destinati alla marginatura. La Sala dei Fuochi era l’antica stanza in cui funzionavano 12 camini che servivano per cucinare le anguille. Infine, si giunge alla Sala degli Aceti, dove le anguille venivano marinate in botti e tini.


I sistema di cattura dell’anguilla è un processo che si chiama lavoriero e consiste in un manufatto a forma di V è costituito da pali e griglie, nel quale venivano bloccate le anguille durante la migrazione verso il mare aperto per la riproduzione. Purtroppo, col tempo, questo metodo ha causato l’enorme riduzione di anguille nelle Valli, proprio perché ne impediva la riproduzione. Attualmente la pesca è controllata ed è riconosciuto come presidio Slow Food.

Quando: da novembre a febbraio è aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.00 ; domenica e festivi dalle 10.00 alle a
17.00 | da marzo a giugno e da settembre a ottobre è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30 | luglio e agosto è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.30
Quanto: intero 3€ ; ridotto 2€


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