Alicante: storia e origine del nome


Alicante è una città della Costa Blanca della Spagna, famosa per le sue spiagge e per la vita notturna. 

Storia di Alicante

Alicante, nel corso della sua antica storia, passò di mano in mano ai popoli più influenti del mediterraneo: prima i Fenici, poi i Greci, i Cartaginesi, Romani e Musulmani. Durante le invasioni barbariche diventò un’imposta te città visigota, che poi venne conquistata dai Bizantini. Nel VIII secolo tornò nelle mani degli arabi fino al XIII secolo, quando venne riconquistata dai Cristiani è popolata dai Catalani.

Nel 1936 Alicante fu teatro della fucilazione di José Antonio Primo de Rivera, leader della Falange Spagnola, e fu uno degli avvenimenti che diede inizio alla Guerra Civile Spagnola, che portò alla dittatura di Franco.


Origine del nome

Il nome “Alicante” deriva da una triste e romantica leggenda, risalente al 1000 d.C

In quel tempo, viveva una bellissima principessa dal nome Cántara, figlia del Califfo della città. La storia della sua bellezza e graziosità aveva superato i confini, e molti furono i pretendenti che giunsero in città per chiedere la sua mano. Il Califfo però era indeciso tra due valorosi uomini: Almanzor, generale del Califfo di Cordoba, conquistatore di Barcellona, Zamora e Santiago, e Alí, conosciuto per il suo carattere buono, la sua gentilezza e la sua bellezza. 

Dato che non sapeva decidersi, lasciò scegliere il destino, attraverso una sfida nella quale i due pretendenti avrebbero dovuto emulare le fatiche di Ercole, dimostrando di essere superiori all’altro per forza, ingegno e astuzia. Chi ci fosse riuscito, avrebbe preso in sposa Cántara.


Almanzor approfittò di un imminente viaggio in India per conto del Califfo di Cordona Hisham II, per aprire una nuova via commerciale tra il Califfo e l’Oriente; Alí preferì non allontanarsi e decise di  costruire un acquedotto che dalle montagne di Tibi avrebbe portato le acque in città. Il Califfo accettò entrambe le proposte, così Almanzor partì e Alí iniziò la costruzione dell’acquedotto.

I lavori di Alí iniziarono bene e ben presto il ragazzo si dedicò al cantiere con la stessa passione ed energia degli altri lavoratori, quasi dimenticandosi della sfida con il generale. Il giovane accompagnò alle ore di lavoro canti e romanze e in poco tempo arrivò alle orecchie della principessa, che considerò la sua voce la più bella che avesse mai sentito. Di nascosto dal padre, Cántara inizio a frequentare il cantiere e in breve tempo si innamorò del ragazzo, un amore che cresceva sempre di più sotto le note di canzoni d’amore e dolci romanze. La principessa sperava che Alí terminasse a breve il lavoro, ma purtroppo non fu così: il generale un giorno tornò dal suo viaggio con una nave carica di spezie orientali, come dono per la sua amata. 


Il Califfo fu ben felice di ricevere il Generale e dichiarò conclusa la sfida è Almanzor come sposo di Cántara. Quando Alí apprese la notizia fu accecato dal dolore e si gettò da un burrone. La montagna, sensibile all’amore dei due giovani, si aprì e lasciò fluire tutta l’acqua nel punto in cui nel 1580 fu creata la diga di Tibi, principale fonte di acqua della città per secoli.

Cántara, scoperto il suicidio di Alí si disperò e decise di seguirlo, gettandosi nel fiume nei pressi della Sierra di San Julian, che da allora prese il nome di “ El salto de la reina mora”. Il padre non seppe darsi pace per la morte della figlia e morì poco dopo di crepacuore. Alla sua morte, il monte Benacantil, che protegge la città, prese le sembianze del volto del Califfo, anche oggi conosciuto come “La cara del moro”. La città, sconvolta per sue perdite, decise di ribattezzare la città con il nome di Alí-Cántara, in ricordo dei due giovani innamorati. Da qui l’attuale Alicante.

La Cara del Moro: in alto alla vostra sinistra

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