Petra: come organizzare al meglio la visita

by - novembre 27, 2019


Visitare Petra è sempre stato uno dei miei desideri della Travel Wishlist e fu la prima meta a cui pensai quando decidemmo di andare in vacanza in Giordania. Non vedevo l'ora di percorrerlo quel Siq, arrivare davanti al Tesoro, considerato una delle sette meraviglie del mondo moderno. Ma lo stupore è stato ancora più grande quando ci siamo resi conto che Petra non è solo il Tesoro, ma molto, molto di più.


Due giorni a Petra, la città della roccia
Giorno 1

Mi ero documentata tanto a casa su come organizzare la mia visita. Ho scoperto nuovi posti da raggiungere e da aggiungere alla lista delle cose da vedere una volta dentro. Ma nulla ti prepara a quella meraviglia, a quei dettagli, a tutta quella storia rimasta nascosta per anni tra le montagne.


Il tour parte dal Centro Visitatori, dove ci aspettava la guida che ci avrebbe accompagnato per Petra bassa. Per Petra bassa si intende la città che si trova sul letto del fiume ormai prosciugato. Ci incamminiamo per il Bab As Siq, il sentiero lungo 800 metri che parte dal Centro Visitatori e arriva all'inizio del Siq. Già qui incontriamo le prime tombe, scoprendo che ne esistono di tre ordini: solo il buco, per il popolo; la tomba di medie grandezze per i nobili; le tombe grandi per i re. Nel Bab As Siq si incontrano tantissime tombe popolari e la Tomba dell'Obelisco, così chiamata per gli obelischi. I Nabatei erano soliti prendere spunto dalle arti degli altri popoli, per questo nelle loro tombe si possono riconoscere impronte romane, greche, egizie, e così via.

Arriviamo al Siq e rimango a bocca aperta per la stretta e alta apertura davanti a me. Che sogno, mi brillano gli occhi. L'impronta dei Romani si vede già da qui: proprio all'inizio del Siq ci sono i resti dell'antica Porta Romana, crollata a fine 1800. Proseguiamo e la guida continua a indicarci i fori delle nicchie. Sono tantissime! I Nabatei erano devoti agli dei e riempivano le nicchie con piccole statuette raffiguranti il loro dio più grande, ora tutte distrutte. 


Il Siq sembra infinito ma vorrei non finisse mai. Pendo dalle labbra della nostra guida che non la smette di raccontare aneddoti, curiosità e storie. Ma quanto nascondono queste rocce? Non mi sarei mai aspettata ci fosse così tanto da sapere. Dal canale per portare l'acqua dentro la città, alle sculture nelle rocce e alle articolate dighe costruite per domare le piene del fiume.

Poi arriviamo. Tra le curve della montagna intravediamo il monumento più fotografato della Giordania: il Tesoro. Mi metto nell'angolo ad ammirarlo in silenzio, sperando che l'orda di turisti non mi disturbi il momento. Mi commuovo: il luogo che ho sognato tanto è lì, davanti a me. 
L'edificio è chiamato tempio, porta, in vari modi, ma la verità è che è una tomba, la tomba del re nabateo che ha portato Petra ai suoi splendori. Il nome "Tesoro" deriva dalla leggenda che vede nascosto dentro l'urna situata in cima alla struttura ci sia il tesoro del Faraone. La leggenda è falsa, ma i beduini che abitarono la zona fino agli anni '80 ci credettero e, oltre ad aver distrutto l'urla a forza di proiettili di fucile,  gli diedero il nome.


Dopo una pausa per le foto e per riprenderci dalla lunga camminata, proseguiamo il nostro giro fino alla Strada delle Facciate, raggiungendo il Teatro e l'inizio della Città Romana. Il Teatro, a differenza di quanto si pensi, è nabateo, non romano, fatto costruire da uno dei re come regalo alla figlia. I Romani lo hanno semplicemente ampliato. La sua particolarità è il fatto di essere l'unico teatro al mondo ad essere stato scolpito nella roccia. La città romana la si riconosce dalla via colonnata, di cui rimane poco. Attorno ci sono macerie: sono le case romane crollate con gli ultimi forti terremoti che colpirono la zona.

La nostra visita prosegue fino al Monastero. Arrivarci per me è stata durissima: 900 scalini in salita tra turisti e asini, ma la vista è mozzafiato. Poi quando si raggiunge il Monastero si rimane a bocca aperta. L'edifico è molto più grande del Tesoro e molto più imponente. Tomba di un importante re nabateo, è stata poi utilizzata dai bizantini come chiesa, da cui deriva il suo nome. Immenso, non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Forse ha inciso anche il fatto che non fosse invaso da turisti, è una zona che non tutti raggiungono. 


Durante il ritorno alla città antica ci ha sorpreso un acquazzone. Per fortuna ero attrezzata con piumino, ma alla fine lo scroscio è stato breve. Appena abbiamo terminato i 900 scalini del ritorno la pioggia ha smesso. Pausa pranzo in un baracchino vicino alla città romana e poi di nuovo a perlustrare Petra. La guida aveva finito il suo giro, quindi ci siamo presi il pomeriggio per scoprire il resto. Siamo ripassati per il decumano romano fino al Grande Tempio, di cui rimangono le scale, l'entrata e poche colonne. Era utilizzato per le assemblee cittadine e ha una bellissima vista sulle Tombe Reali.

Alle Tombe Reali ci siamo andati subito dopo. Sono una serie di tombe enormi, una accanto all'altra e una più bella dell'altra: la Tomba dell'Urna, la Tomba della Seta, la Tomba Corinzia, la Tomba del Palazzo. Tutte tombe che devono il nome alle loro caratteristiche architettoniche, perché chi ci fosse sepolto dentro ancora non si sa. Quando, alla fine dei commerci via terra, la zona venne disabitata e poi riscoperta dai beduini, questi ultimi presero tutto e utilizzarono le tombe come case. Lo si vede anche dal soffitto annerito dai loro fuochi. Comunque, nonostante siano state danneggiate dalle intemperie, queste strutture rimangono bellissime e imponenti sulla Città Antica ai loro piedi.


Dalle Tombe siamo rimasti sulla piccola collina per raggiungere l'antica Chiesa Bizantina. Si tratta della chiesa costruita dai romani di cui rimangono solo le fondamenta. Esse sono custodite sotto un telone bianco e ospitano ancora numerosi mosaici ben conservati della chiesa. Mentre eravamo lì ad ammirarli, una seconda scrosciata di pioggia è scesa su Petra, ma questa volta eravamo al riparo. Abbiamo aspettato che smettesse per poi ripartire.


Ritornando verso il Siq, passiamo vicino al Teatro per ammirarlo più da vicino. Assomiglia molto a quelli romani ma è unico per il suo colore: rosa e viola, dal colore delle rocce. Torniamo verso il Tesoro, su cui sta calando il sole rendendo l'atmosfera magica. Saliamo sul piccolo panorama proprio di fronte accettando un buon tè dal beduino che ha adibito la zona per le foto. È così bello vederlo da qui. Rimane spettacolare nonostante la consapevolezza che Petra non è solo quello.

La giornata si chiude e io sono piena di emozioni, piena di storia, piena di nuove conoscenze. Non conoscevo i nabatei finché non ho iniziato a informarmi su Petra. Chissà perché a scuola nessuno ne parla. Sono rimasta sorpresa da questo immenso sito archeologico che mi ha dato veramente tanto. 

Giorno 2

Il giorno dopo ritorniamo a Petra, ma entriamo alle 6 della mattina. L'aria fresca che solletica il volto, la luce dell'alba nascosta dalle rocce rende tutto misterioso. Arrivati al Tesoro i turisti sono così pochi che finalmente riusciamo a goderci questa meraviglia. Ci sediamo nel barettino dei beduini a fare colazione con questa vista stupenda e stiamo lì all'incirca un'ora. Il proprietario ci spiega che prima delle dieci il Tesoro non sarà illuminato, così decidiamo di partire per uno dei trail che ci siamo prefissati per questo secondo giorno: l'Al-Khubtha Trail.


Il percorso parte da dietro le Tombe reali e scala il monte Jebel Umm Al'Amr, fino ad arrivare proprio davanti al Tesoro. Il tour in mezzo alla montagna è stupendo, ricco di colori e panorama incredibili. La vista della meraviglia del mondo dall'altro è incredibile: le persone sono così piccole laggiù. Ci sediamo sul bordo e ci rilassiamo per bene coccolando i gattini che abitano la tenda beduina.


Ripartiamo per la discesa perché un secondo percorso ci attende: il High Place of Sacrifice Trail. Questo trail parte alla fine della Strada delle Facciate e raggiunge la cima del monte Jebel Madbah dove si trova l'altare del sacrificio. Qui si svolgevano i sacrifici animali agli dei e i Nabatei sono stati così abili da costruire canali di scolo che facesse defluire il sangue. Di per sé l'Altare non è un gran che, ma la vista è da 10+. Sovrasta tutta la Città Antica e oltre, mostrando quanto fosse immensa la zona e quante tombe ci sono ancora da scoprire. Se ne vedevano persino in lontananza, tra le montagne.


Riscendiamo per fare un'ultima passeggiata a Petra e salutarla per bene. Ci fermiamo ancora una volta davanti al Tesoro, e poi ripartiamo verso il Centro Visitatori. L'intenzione era entrare a rilassarci per poi tornare per Petra By Night, che si sarebbe svolto quella sera. 
Ritorno in hotel completamente distrutta, con le gambe che mi chiedono pietà, ma rifarei tutto da capo senza esitare. È stata un'esperienza unica e incredibile che nessuno si dovrebbe perdere.

Peccato che il nostro sogno finisce con una delusione: alle 7, puntuale, si scaglia un forte temporale con tanto di fulmini che fa annullare il Petra By Night. Ci abbiamo sperato fino all'ultimo, ma niente. Altra occasione per ritornare.


Cosa vedere a Petra
Come ho detto prima, Petra non è solo il Tesoro, quindi non abbiate paura di esplorare fino in fondo tutto il sito archeologico. Io vi consiglio di prendere una guida, ce ne sono anche in italiano: le guide sono preparare e nessuno meglio di loro vi può raccontare la storia di Petra. Senza la nostra guida io non avrei scoperto così tanto su quel luogo.

Non fermatevi solo al Tesoro, andate oltre. Petra è enorme e ha tanti tesori che aspettano solo di essere scoperti. Proseguite il percorso verso la Strada delle Facciate, ammirate il Teatro, le Tombe Reali e raggiungete la Città Romana, fino alla Chiesa Bizantina. Abbiate coraggio e andate fino al Monastero per vedere qualcosa di unico e ancora poco turistico. Abbiate ancora più coraggio e scegliete un trail da seguire per non perdervi le meraviglie dall'alto. 


Petra by night è un evento organizzato per fini turistici che si svolge ogni lunedì, mercoledì e giovedì dalle 20.00 alle 22.00. Avviso già che non è nulla di particolare: è più in tempo impiegato per arrivare al Tesoro e ritorno che l'esibizione in sé. Essa dura mezz'ora e consiste in un beduino che suona uno strumento tipico della sua cultura. Quello che merita è l'ambientazione: il piazzale davanti al Tesoro e tutto il Siq si riempie di candele creando un'atmosfera magica.
Il prezzo è escluso sia dai biglietti che dal Jordan Pass ed è di 17 JD. I biglietti si possono acquistare al Centro Visitatori dopo le 15 del giorno in cui si tiene lo spettacolo.


Come entrare a Petra
Per entrare a Petra esistono tre tipologie di biglietto:
  • Visita di un giorno: 50 JD
  • Visita di due giorni: 55 JD
  • Visita di tre giorni: 60 JD
I biglietti si possono acquistare direttamente alla biglietteria del Centro Visitatori. 

L'entrata di Petra è inclusa nel Jordan Pass e proprio in base a quante giornate si decide di passare a Petra determina il prezzo del pacchetto:
  • Jordan Wanderer (1 entrata a Petra): 70 JD
  • Jordan Explorer (2 entrate a Petra): 75 JD
  • Jordan Expert (3 entrate a Petra): 80 JD
Per mia esperienza personale, io consiglio due giorni di visita a Petra. Fare tutto in un giorno è stancante e rischiate di non godervi la meraviglia che è questo sito archeologico. Non è economico il biglietto, ma sappiate che la maggior parte del ricavato sarà devoluto ai fondi per le ricerche nel sito, ancora tutto da scoprire. 



Cose da sapere su Petra prima di andare
Prima che Petra diventasse la meta turistica per eccellenza in Giordania, era abitata dai beduini della zona. A scoprirla e a farla riscoprire al mondo fu l'archeologo svizzero Johannes Burckhardt, il quale si dovette travestire da beduino per poter entrare nella città. Da quel momento, flotte di turisti iniziarono a invadere Petra e i beduini si adeguarono alla situazione, creando un vero e proprio mercato di souvenir e oggetti da vendere ai turisti.

Agli inizi del 1980 il governo giordano costruì ai beduini una città poco fuori Petra per poter conservare e restaurare il sito rendendolo una meta turistica, lasciando però che i beduini continuassero la loro vendita all'interno del sito dichiarandoli suoi protettori. Quindi, appena entrate, sappiate che sarete avvicinati in continuazione da beduini, dagli adulti ai bambini, che vi inviteranno nelle loro tende, vi offriranno tè o un giro a cavallo, asino o dromedario.


I beduini non sono mai stati particolarmente attenti alle condizioni in cui trattavano i loro animali, quindi era facile che venissero sfruttati e trattati anche molto male. Da anni ormai si è mossa una tutela degli animali all'interno del sito, tanto che sono stati esposti cartelli che esortano i turisti a denunciare alla polizia turistica situazioni o comportamenti di sfruttamento da parte dei beduini.

Comunque, sconsiglio a chiunque di accettare un passaggio su un asino. Le salite sono faticose per noi, immaginate per l'asinello che vi deve portare fino in cima! In più, ci sono molti punti così in salita che farla a dorso di un asinello diventa addirittura pericoloso. E ve lo dico perché ho assistito alla scena di una signora che a momenti si ribalta e rotola per le scale in un determinato punto della strada per il Monastero. Siate turisti responsabili e non lasciatevi tentare dai beduini.

Anche per la roba che vendono ai mercatini, sappiate che è tutta roba finta e falsa. I beduini cercano di guadagnare ma non lasciatevi tentare dal primo prezzo che vi dicono: contrattate. Il prezzo che vi danno è tre volte tanto quello che vale, perché si aspettano che voi contrattiate un prezzo più basso. Non demordete, anche fingere di andare via li farà accettare le vostre proposte. Se no, andate via veramente.


Non perderti Piccola Petra!
Poco lontano da Petra c'è un secondo piccolo gioiello che non tutti conoscono: Piccola Petra. Il nome le viene attribuito perché ricorda la Città Antica, infatti si pensa fosse una zona periferica di Petra dove i commercianti, prima di giungere alla città, si fermassero per rifocillarsi nelle osterie e nelle pensioni. Il suo vero nome è Siq Al Barid, che in arabo significa "gola fredda".


Si tratta di una vera e propria Petra in miniatura. L'entrata è gratuita e vale la pena farci un giro. L'attrazione principale di questo sito è la Casa Dipinta, chiamata così perché è una delle pochissime strutture che ancora conserva un antico dipinto del soffitto. Come spiegato sopra, i beduini utilizzarono questi luoghi come case, dove accesero fuochi che annerirono le pareti. In questa Casa, che un tempo veniva utilizzata come sala da pranzo, nell'angolo si possono osservare i resti di affresco floreale di origini romane.


Io consiglio di visitare Piccola Petra prima di Petra. Il sito è bello e interessante, ma la maestosità della Città Antica rischia di non farvela apprezzare al meglio. D'estate è anche possibile fare un percorso che da Piccola Petra arriva al Monastero, basta organizzarsi con le guide al Centro Visitatori di Petra.


Petra è un gioiello meraviglioso che non dovete perdere. 
Per qualsiasi domanda potete sempre contattarmi qui o sui social!

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