10 giorni in Giordania

by - novembre 07, 2019


Che la Giordania sia un Paese meraviglioso me l'avevano detto in tanti, ma non riuscirai mai a capire fino in fondo la sua bellezza finché non ci vai. Non vedevo l'ora di partire, ho contato i giorni che mancavano prima della partenza, ma non mi sarei mai aspettata un luogo così incantevole, ricco, cordiale e ospitale come la Giordania. E le mie parole vi sembreranno vuote finché non le proverete sulla vostra pelle quando deciderete di andarci.

Il nostro tour è durato dieci giorni, durante i quali abbiamo percorso la Giordania da nord a sud cercando di vedere più meraviglie possibili. Già, perché la Giordania non è solo Petra, ma molto di più. Ha una storia che arriva ancora prima della nascita di Cristo, ha rovine nabatee e romane ancora intatte, una natura maestosa che non vi stancherete di ammirare.

Ecco il giro che abbiamo fatto noi, in compagnia di un fidato driver.


Giorno 0 - Arrivo ad Amman
Siamo atterrati ad Amman verso le 8 di sera e ad accoglierci c'era il nostro driver che ci ha subito portato in città a mangiare da Hashem, il ristorante con cibo tipico Giordano più famoso del Paese, tanto che spesso anche la famiglia reale ci va per godersi i migliori Falafel. Dopo cena abbiamo passeggiato per le vie della capitale, finché non siamo andati al nostro hotel per riposarci dopo il viaggio e prepararci per la giornata piena che ci aspettava.


Giorno 1 -Verso nord
Di buon mattino siamo partiti verso il nord per andare a visitare Jerash, l'antica Gerasa, una delle città romane più importanti del Medio Oriente Romano. Jerash è tra i siti romani meglio conservato al mondo, infatti la maggior parte delle colonne, del tempio e dei teatri è ancora in piedi nonostante tre forti terremoti. Insomma, partiamo col botto! Rimango incantata dalla maestosa opera dei Romani con la loro incredibile conoscenza architettonica.



Dopo due ore sotto un sole cocente (ma ne è valsa la pena!), siamo partiti alla volta del castello di Ajlun, a 20 minuti di macchina da Jerash. Il castello risale al 1184 d.C. ed è stato fatto costruire in cima a una collina per controllare le miniere di ferro nelle vicinanze ed evitare le invasioni dei Franchi, proteggendo le rotte commerciali verso la Siria. Successivamente divenne un importante castello per difendersi dai Crociati, finché nel XII secolo fu ceduto al governatore di Aleppo e Damasco. Il castello in origine possedeva quattro torri, feritoie nelle mura e un fossato che circondava il castello.


Dopo un pranzo veloce a base di patatine, siamo ripartiti verso la capitale per la visita della Cittadella. L'arrivo è stato poco prima del tramonto regalandoci un'atmosfera quasi magica. Situata sul colle più alto di Amman, oltre alle rovine romane, vi offre una vista a 360 gradi della città. All'interno della Cittadella rimangono i resti del tempio romano dedicato a Ercole e il Palazzo degli Omayyadi, cosrtuito nel VII secolo, quando la dinastia originaria di Damasco occupava la città. Il tramonto alla Cittadella è stato un incanto e a rendere tutto ancora più bello è stato il sorgere della luna piena che richiamava il colore bianco delle case; il tutto sotto le note del richiamo alla preghiera della moschea. Indescrivibile.




Giorno 2 - Il Cristianesimo in Giordania
Sveglia di nuovo presto e partenza verso Madaba, la città dei mosaici e uno dei luoghi più memorabili della Terra Santa. La presenta numerose chiese e conserva mosaici risalenti all'epoca bizantina e omayyade, tra cui la mappa più antica della Terra Santa: nella Chiesa di S. Giorgio, il pavimento è ricoperto da questa mappa-mosaico che raffigura Gerusalemme, colli, valli e città fino al Delta del Nilo. Merita una visita anche la Chiesa di San Giovanni Battista, sconosciuta ai turisti, ma il suo campanile vi permetterà di ammirare la città dall'alto.



Dopo una mattinata per le vie della città, ci siamo rimessi in moto per raggiungere il Monte Nebo. Questo monte è il luogo cristiano più venerato in Giordania perché, secondo la Bibbia, è qui che a Mosè venne mostrata la Terra Promessa; senza foschia è possibile vedere persino Gerusalemme! Peccato che da noi ce ne fosse molta e non siamo riusciti a vedere nulla. Sempre secondo la Bibbia, Mosè non arrivò mai alla destinazione, anzi si dice che morì e fu sepolto proprio al Monte Nebo: la nuova Basilica del Memoriale di Mosè dovrebbe trovarsi, infatti, proprio sopra sulla sua tomba, sebbene le spoglie non siano mai state trovate.


Dopo la visita siamo tornati in auto in direzione Mar Morto, il punto più basso della Terra. Esso, infatti, si trova a 400 metri sotto il livello del mare!. La strada che ti porta giù è incredibile: attorno a te solo deserto, roccia, natura incontaminata. Prima di arrivare al mar Morto abbiamo fatto una terza tappa religiosa: Betania, oltre il Giordano, il luogo dove è stato battezzato Gesù da Giovanni Battista. Il luogo fu dichiarato tale dopo gli scavi del 1996 che riportarono alla luce importanti ritrovamenti archeologici che, in base a quanto detto sulla Bibbia, identificavano quel luogo il punto in cui Gesù ricevette il suo battesimo. La zona è praticamente al confine con Israele, quindi monitorata e gestita dai militari. 



La nostra giornata termina al Mar Morto. Arriviamo al Resort giusto in tempo per lasciare i bagagli e correre in spiaggia per ammirare il tramonto. Il mare è mosso, affascinante, unico. Aspettiamo che il sole si nasconda dietro le alture di Israele e poi ci spogliamo velocemente per un rapido tuffo prima che i bagnini ci chiedano di lasciare la spiaggia. Non vi dico la sensazione unica di tuffarvi e galleggiare come una boa. Si sa che con la sua elevata salinità non si fa altro che galleggiare, ma provarlo in prima persona è incredibile. La sera sarei voluta andare a passeggiare sulla spiaggia sotto la luna piena, ma eravamo al nord del Mar Morto, vicino al confine con Israele e quindi era vietato allontanarsi dal resort.



Giorno 3 - Wadi Araba verso Petra
Le nostre sfortune partono in questa giornata. La mattina ci siamo alzati presto per farci due orette di mare. Il Mar Morto alle prime luci del mattino è meraviglioso: piatto come l'olio, silenzioso, suggestivo. Eravamo noi e qualche altro ospite del resort. Abbiamo galleggiato, ci siamo fatti i famosi fanghi del mar Morto e ci siamo rilassati mentre il sole saliva piano piano e riscaldava l'aria già calda. 



Verso le 10 siamo partiti verso il Wadi Mujib, famoso per i canyoning sul fiume. Era proprio quello che volevamo fare, preparati più che mai dopo aver visto video su video prima di partire. Appena arrivati ci danno la terribile notizia: il Wadi Mujib è chiuso. A causa della pioggia che è caduta nel deserto poco lontano, per sicurezza hanno chiuso tutte le escursioni in quella zona. 

Dopo aver fatto passare la delusione, riprendiamo la marcia e ricominciamo a scendere verso sud. Il nostro autista ci propone una strada poco conosciuta dai turisti: la strada di Wadi Araba. il Wadi Araba è un altro deserto della Giordania quasi per nulla turistico. Come il Wadi Rum è una valle rocciosa di origine fluviale, ma che presenza anche zone con alte dune di sabbia. La vegetazione è arbustiva e i beduini con i loro dromedari sono molto comuni in questa zona. Il nostro giro è stato solo con l'auto ma ci siamo innamorati dei paesaggi e dei panorami che ci ha regalato questa strada.



Ultima tappa della giornata è stata Little Petra. Piccola Petra, il cui vero nome è  Siq Al Barid (Gola Fredda) è un altro sito archeologico nabateo con edifici costruiti nella roccia e lo scopo di questo villaggio era accogliere i viaggiatori e i commercianti che viaggiavano verso l'Egitto o la Siria. Merita di essere visitata soprattutto per la Casa Dipinta, unico edificio che conserva ancora affreschi che rappresentano piante rampicanti e uccelli rimasti intatti nonostante i fuochi dei beduini. Inoltre, continuando il percorso del siq, ci si può arrampicare per ammirare una fantastica vista del paesaggio roccioso ed eroso dal vento.



La nostra giornata termina al Wadi Musa, con una passeggiata per il centro e cena in un ristorante tipico, il Jordan Heart Restaurant.


Giorno 4 - Petra
La mattina ci siamo svegliati carichi per la nostra giornata a Petra, il sito archeologico probabilmente più famoso della Giordania. Durante colazione pioveva, ma avevamo già capito che la nostra vacanza sarebbe stata condizionata dalla pioggia. Per nostra fortuna, smette proprio quando arriviamo al Centro Visitatori di Petra. Ad aspettarci c'era la nostra guida italiana che ci avrebbe accompagnato nella scoperta del sito di una delle sette meraviglie del mondo, insieme ad altre tre ragazze italiane. 


Una cosa ve la voglio dire subito: Petra non è solo il Tesoro. Innanzitutto per arrivarci devi percorrere 2 km a piedi nel Siq, o Gola, un percorso con pareti strette alte 200 metri realizzate dalle forze tettoniche. Già in questo percorso le curiosità di Petra sono tantissime: ricco di dighe, di resti romani e nabatei, nicchie per ospitare statue degli dei pagani, canali d'acqua per rifornire la città, e tanto altro! Vi giuro, pendevo dalle labbra della guida per tutte le informazioni e curiosità che ci stava raccontando. Verso la fine del Siq si arriva al Tesoro: inconfondibile tra le rocce del Siq, finché non arrivi alla grande piazza di fronte, invasa dai turisti. 


Dopo una breve pausa, siamo ripartiti per il nostro tour. Il percorso prosegue passando per la Via delle Facciate, nella quale si possono ammirare altri mausolei incompiuti che possono essere visitati all'interno (sono stanze vuote, avviso subito). Si prosegue sempre più verso la città romana. Scoprirete il teatro nabateo che riprende lo stile romano, costruito nella roccia rosa-violacea, e si arriva fino alla Strada Colonnata, l'inconfondibile decumano dei Romani; il cardo è stato impossibile da realizzare a causa del poco spazio tra le rocce. All'inizio della strada si trova il Ninfeo, si prosegue fino al Palazzo Reale, fino a terminare con la porta del Temenos, la seconda entrata della città romana.


Proseguiamo con la nostra guida fino al Monastero. Questo percorso è faticoso in quanto presenta più di 900 scalini in salita. Ma vi assicuro che ne vale la pena. Dopo un'ora di camminata finalmente giungiamo a questa meraviglia architettonica. Molto più grande del Tesoro, risale al II secolo a.C. ed era la tomba del re più importante dei nabatei. Successivamente fu trasformato in Chiesa Bizantina con l'arrivo dei romani e infine come dimora beduina del capo villaggio. Ci siamo presi 20 minuti per esplorare la zona: un percorso ti fa arrivare fino in cima all'altura davanti al monastero, ma noi ci siamo limitati a rimanere nella piazzola di fronte al monastero per ammirarlo più da vicino. 


Durante la discesa ci siamo presi la seconda ondata di pioggia della giornata, ma almeno non ci ha rovinato le foto! Ritornati alla Petra bassa ci siamo fermati per uno spuntino veloce e poi siamo andati a visitare le Tombe Reali, altre tombe nabatee di enormi dimensioni e altrettanto spettacolari. Dalle Tombe Reali siamo andati fino ai resti della Chiesa Bizantina che, fortunatamente, si trovano sotto un capannone. Fortuna, perché è partito il terzo scoscio d'acqua, ma noi eravamo al riparo.


Appena la pioggia ci ha dato tregua siamo partiti per ritornare al Centro Visitatori di Petra. Una visita veloce al Museo che si trova accanto all'entrata e poi dritti a casa completamente distrutti.


Giorno 5 - Petra
Il secondo giorno a Petra è partito alle 6 del mattino. Almeno una visita alle prime ore dell'alba e d'obbligo, per ammirare le sue meraviglie senza l'invasione dei turisti. Infatti è stato magico. Dopo una colazione nello stand di fronte al Tesoro, siamo partiti per il al-Khubta Trail. Il percorso parte dalle Tombe Reali e risale per il monte, appunto, al-Khubtha, fino ad arrivare in cima alla montagna di fronte al Tesoro. 


Il secondo percorso è quello verso l'Altare del Sacrificio. Il monumento in sé non dice molto, ma il panorama è pazzesco. Oltre all'immensità del deserto roccioso, potrete osservare la vita di Petra dall'alto: turisti che passeggiano e visitano i siti archeologici, i beduini che vivono la loro vita incuranti delle meraviglie di cui sono custodi, asini e dromedari che rendono quel luogo unico nel suo genere.


Riscendiamo verso Petra bassa e facciamo un'ultima passeggiata per salutare questo luogo meraviglioso e ci reindirizziamo verso casa per riposarci un po'. Le nostre gambe chiedono pietà e la sera vogliamo assistere allo spettacolo di Petra by Night quindi dovremmo ripercorrere il lungo Siq per la sesta volta. Peccato che i nostri piani sono andati in fumo di nuovo per la pioggia: il temporale scatenatosi dall'ora di cena ha annullato la serata e, delusi, siamo rimasti in hotel.


Giorno 6 - Deserto
Ci riprendiamo dalla delusione del giorno prima perché la nostra giornata prevede il deserto!  In realtà “Wadi” in arabo significa “valle”, infatti il Wadi Rum è anche chiamato Valle della Luna, per il suo splendore durante la luna piena.

Arriviamo al campo di prima mattina e passeggiamo tra le tende incantati dal panorama circostante: sabbia rossa, rocce rosse e sfondo azzurro, una meraviglia! Alle due parte il nostro tour nel cassone di una jeep 4x4 che ci porta nel vivo del Wadi Rum mostrandoci meraviglie naturali di ogni genere. Incredibile come cambi la natura: zone sabbiose, zone rocciose, zone arbustive...tutte in un unico luogo! Il beduino alla guida della jeep ci porta nei luoghi più famosi: il ponte roccioso, il sasso a forma di fungo, la salita sabbiosa e Marte. Esatto, essendo un deserto rosso è stato ambientazione del film The Martian e il luogo in cui è stato girato è ormai luogo di visite da parte dei turisti.

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Dopo un incredibile tramonto tra le rocce, siamo ritornati al campo e abbiamo partecipato alla tipica cena beduina. Il campo ha preparato il famoso Zarb, carne di pollo e agnello e verdure cotte cucinate in una terrina sottoterra. La serata si è conclusa con canti e balli tipici e l'osservazione delle stelle in cielo.


Giorno 7 - Aqaba e Mar Rosso
La mattina seguente siamo partiti verso il mar Rosso. La linea di terra affacciata al mare è piccola, ma comunque affascinante. Non abbiamo alloggiato ad Aqaba, ma più a sud, la zona delle immersioni. Dopo aver lasciato le valigie in hotel ed esserci rilassati un po' in piscina, siamo andati al Diving per la nostra immersione nella Barriera Corallina.



Superato il panico iniziale, immergermi sott'acqua è stata un'esperienza unica ed emozionante. Non l'avevo mai fatto in vita mia e ancora oggi, quando ci penso, mi vengono i brividi. Il nostro percorso di immersione è stato nel Japanese Garden e abbiamo nuotato in mezzo a pesci colorati, coralli e ricci di mare. 

La nostra serata si è conclusa in spiaggia ad ammirare il tramonto sul mare. 


Giorno 8 -  Castelli del Deserto
La mattina ce la siamo presi con calma, dopo una settimana di corsa, e ci siamo rilassati nella piscina dell'hotel. Peccato che l'acqua fosse congelata, perché un bagnetto me lo sarei fatto. A confronto l'acqua del Mar Rosso era più calda nonostante il vento. 

A mezzogiorno siamo partiti per ritornare al nord. Nel pomeriggio avevamo previsto di visitare i castelli del Deserto, peccato che siamo riusciti a vederne solo due, più uno da fuori. Da Aqaba ai castelli sono 4 ore di macchina e con il relax della mattina abbiamo perso tempo. Ma non ci abbiamo badato molto, dopo le meraviglie che abbiamo visto nei giorni precedenti, i castelli ci sono sembrati nulla di che.


Merita una visita almeno il Qusayr Amra, il castello affrescato, Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Questo castello è particolare perché al suo interno custodisce dipinti che raffigurano in maniera dettagliata la vita nell'hammam, tra cui donne che si fanno il bagno nude. I dipinti sono unici nel loro genere perché sono sopravvissuti alla distruzione: rappresentare immagini di nudo è considerato immorale per la religione musulmana.  


La serata l'abbiamo passata ad Amman nel famoso centro commerciale Boulevard. Situato nella parte nuova della città, è un complesso estremamente occidentalizzato con negozi, bar e ristoranti. Di sicuro non vi sembrerà di essere in Medio Oriente con tutti quegli enormi grattacieli. Comunque una passeggiata al suo interno è d'obbligo e molto piacevole.


Giorno 9 - Umm Qais e nord
Si ritorna verso il nord per visitare Umm Qais e le rovine di Gerasa, un'antica città romana al confine con Israele e Siria. Alla caduta dell'Impero, la città fu ricostruita del periodo ottomano, infatti ancora si possono visitare ancora strutture che gli ottomani realizzarono come centro di raccolta delle tasse. Di sicuro è molto affascinante, ma c'è ancora molto lavoro da fare. I restauri sono partiti dal 1980 ma la ritengo ancora molto lasciata andare. Poche indicazioni, molto dispersiva. Di sicuro è mozzafiato la vista su Israele e il lago Tiberiade e sulle alture del Golan in Siria.



Il pomeriggio lo abbiamo passato in una località nei pressi di Umm Qais famosa per una sorgente di acqua calda, nella quale sono stati costruiti vari resort in cui è possibile prenotarsi una piscina di acqua termale per un paio d'ore e godersi un pomeriggio di relax. A quanto pare, questa è una pratica molto comune per i giordani: prendersi una serata, andare in un resort per rilassarsi alle terme e terminare la serata con un barbecue insieme alla famiglia.  Una Giordania insolita che senza il nostro autista non avremmo mai conosciuto.



Giorno 10 - Amman
L'ultimo giorno siamo tornati alla capitale per ammirare la città che non avevamo visto. Siamo saliti fino alla Moschea di Abu Darwish, incredibile con i suoi mattoni bianchi e neri. Purtroppo non è aperta ai non musulmani, ma noi abbiamo comunque voluto vederla. Siamo scesi poi fino al Teatro Romano e il Foro, per una visita veloce della vecchia piazza romana, di cui ora rimane solo un colonnato. Poi abbiamo passeggiato per Rainbow Street, la via più famosa per lo shopping. Vicoli decorati, negozi molto occidentalizzati. L'ultima visita è stata alla Moschea di Re Abdullah, nonno dell'attuale re. L'inconfondibile moschea bianca con la cupola azzurra è d'obbligo: aperta anche ai non musulmani ed è molto bella da visitare, specialmente se si vuole entrare nel vivo della vita dei giordani.

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Terminate le nostre visite siamo andati in aeroporto pronti per rientrare, dopo dieci giorni che ci hanno riempito il cuore e gli occhi di meraviglie ed emozioni così forti da rendere questa vacanza la migliore mai vissuta finora. 

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