Figlie di una nuova era: XX e XXI Secolo: donne allo specchio. Noi, adesso, figlie o eredi di una nuova era? [BlogTour]

by - novembre 29, 2018


Ultima tappa del BlogTour dedicato al romanzo Figlie di una nuova era di Carmen Korn, edito Fazi Editore. Qualche giorno fa ho pubblicato la recensione del libro, oggi invece vi parlo di un tema legato alle donne: XX e XXI Secolo: donne allo specchio. Noi, adesso, figlie o eredi di una nuova era?

Il tema mi sta molto a cuore essendo una parte di studi della mia prima laurea come educatrice. Ho trattato il percorso dell'emancipazione femminile in uno degli esami più belli che ho svolto. Le donne sono state sottomesse per secoli, relegate in casa con solo due compiti da portare a termine: occupazione della casa e madri. Per il resto erano esseri inutili, stupide, non all'altezza dell'uomo, l'essere potente, in grado di prendere decisioni. Per secoli sono state derise, accantonate, umiliate. Erano escluse dalla vita politica perché ritenute incapaci di agire con la ragione, erano di proprietà dell'uomo, prima del padre e poi del marito, non potevano decidere della loro vita e nemmeno dei loro beni. La parità era un concetto nemmeno immaginabile.

Bisogna ammirare la forza delle donne del XX Secolo. Sono loro che hanno detto basta, che si sono ribellate, che hanno combattuto per la loro indipendenza. La maggior parte delle libertà che abbiamo noi oggi, che ci sembrano cose così normali, in realtà lo dobbiamo a loro e alle loro rivolte. Il voto, un lavoro, lo studio, sono la nostra quotidianità, ma solo un secolo fa invece erano cose proibite alle donne.

La Prima Rivoluzione Femminile avviene alla fine dell'Ottocento, la quale inizia a vedere riconosciuti i diritti formali alle donne, dalla professione al percorso di studio. Si ha un aumento dell'alfabetizzazione femminile, l'entrata delle donne nel mercato del lavoro, il controllo delle nascite che vede una diminuzione dei figli. Tutti diritti che nel corso delle due Grandi Guerre vengono accantonati e dimenticati. Specialmente durante i Totalitarismi, che vedono la donna come donna di casa e madre dei figli e le spingono dentro le mura domestiche con il compito di sfornare giovani cittadini in forma per combattere per la libertà del Paese.

Figure importanti in questo periodo, le famose Suffragette. Gruppo di donne in rivolta per vedere riconosciuto il diritto di voto. Impongono le donne come un soggetto politico autonomo, in grado decidere e di agire anche senza la tutela di padri o mariti. In Europa, il primo stato a riconoscere il diritto di voto universale è il Regno Unito nel 1918, seguito da Germania, Lussemburgo e Olanda nel 1919 e Svezia nel 1921.

La Seconda Rivoluzione Femminile avviene alla fine delle Guerre Mondiali. Le donne vogliono riprendersi il posto che si erano guadagnate e che si erano viste portare via. Durante le Guerre sono state chiamate a lavorare nelle industrie belliche per sostenere le battaglie, ma dopo il ritorno degli uomini dal fronte sono state rispedite a casa. No, dicono loro. Anche noi abbiamo il diritto di lavorare e costruirci una vita. Riprendono anche le lotte per il diritto di voto che finalmente si estende in altri stati europei come Francia (1944) e Italia (1946).

La Terza Rivoluzione Femminile, quella che in pratica ci permette di vivere come viviamo adesso, avviene insieme a tutti gli scontri, alla fine degli anni '60. Vengono denunciati il patriarcato, le leggi restrittive; le donne ottengono nuovi e importanti diritti, come il divorzio, la pillola anticoncezionale, la parità di stipendio, la legalizzazione dell'aborto.

È grazie a queste donne e alle loro rivolte se le cose sono cambiate e ora siamo in grado di vivere la nostra vita come la viviamo tutti i giorni. Se siamo libere di studiare insieme ai nostri coetanei maschi, se possiamo garantirci il lavoro dei nostri sogni, se possiamo decidere cosa fare della nostra vita. Ma abbiamo raggiunto davvero la completa libertà? Sono davvero finite le lotte iniziate dalle donne di fine Ottocento? Siamo eredi di una nuova era?

Sicuramente molte barriere sono cambiate e l'immagine della donna è notevolmente mutata. La donna è indipendente e autonoma, ma ci sono ancora idee radicali ed estremiste che continuano a ostacolare la libertà femminile. Idee ancora patriarcali che vogliono la donna in cucina e madre dei figli. Idee che ritengono la donna inferiore all'uomo, il quale ne è suo padrone. La parità di genere è un concetto ancora molto lontano, nonostante sia vivo nella maggior parte delle persone del Mondo Occidentale. Mi riferisco al Mondo Occidentale, perché se pensiamo al mondo intero siamo una piccolissima fetta della popolazione che segue le idee di femminismo: pensate all'Africa subsahariana, alle restrizioni negli stati Islamici estremisti, a molti stati dell'Asia Orientale. 

Noi siamo eredi di un'era iniziata dalle grandi donne di cui vi ho parlato sopra, ma la lotta non è ancora finita. Le donne continuano a essere sotto rappresentate in tutti i posti di lavoro caratterizzati da status, potere e autorità. Sono ancora le donne a svolgere in famiglia la gran parte del lavoro casalingo non retribuito, il quale si somma al lavoro fuori casa costituendo un doppio carico di lavoro. Inoltre le donne sono pagate meno rispetto agli uomini anche se ricoprono lo stesso status di lavoro; per non parlare del famoso fenomeno del soffitto di cristallo il quale impedisce alle donne di accedere a cariche di potere elevate in quanto la preferenza è sempre verso gli uomini.

Negli ultimi anni si è visto l'incremento di un nuovo ostacolo contro cui le donne stanno fortemente lottando: la violenza. È aumentata notevolmente la violenza contro le donne, fisica, psicologica,  sessuale, sempre inferta dall'uomo che non vuole riconoscere l'indipendenza della donna. Ultimo caso che ha fatto scalpore è il verdetto di un caso di violenza sessuale nei confronti di una ragazza, il cui colpevole è stato assolto perché la donna indossava un perizoma. Nonostante le lotte, le marce, le rivolte, la donna ancora viene considerata colpevole di un atto contro la sua volontà, giudicata colpevole per come è vestita, per come si è comportata (eh ma lo ha provocato), per come ha passato la serata (aveva sicuramente bevuto). Da pochi giorni si è celebrata la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ma miglioramenti ancora non si vedono. Si pensa che ogni 72 ore una donna viene violata o uccisa e spesso questi abomini avvengono dentro le mura di casa.

Ci sarebbe tanto da scrivere e io ho già scritto molto. Vorrei innanzitutto ringraziare voi che siete arrivati fino a qui. Alla fine è solo una cosa che noi donne chiediamo a gran voce: il rispetto. Rispetto per noi, per le nostre idee, per le nostre scelte. Una donna che sceglie il lavoro alla famiglia non è meno donna di colei che sceglie la famiglia al lavoro. Una donna che decide di girare il mondo non deve avere paura di uscire di casa da sola. Una donna che sceglie l'aborto per ragioni di cui ha tutto il diritto non deve essere giudicata assassina. Una donna a cui piace stare in compagnia di uomini non deve essere considerata una poco di buono.

Una cosa che non dovremmo mai dimenticare è questa: noi siamo donne. Noi abbiamo la forza di tutto il mondo, noi diamo la vita, noi siamo tutto e possiamo essere tutto. Il cammino verso l'uguaglianza e il rispetto è ancora lungo ma noi siamo combattenti, noi non ci arrendiamo e continuiamo a lottare per un mondo migliore. Lo facciamo per noi, per le nostre figlie e per le nostre nipoti. Vogliamo un mondo migliore e affronteremo tutti gli ostacoli possibili per raggiungerlo.

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