Atlante leggendario delle strade d'Islanda di Jón R. Hjálmarsson

by - maggio 23, 2018


Questa meravigliosa raccolta ci porta a visitare tutta l'Islanda attraverso la Strada Statale 1, una strada che percorre tutta l'isola, attraverso le leggende e i miti che accompagnano queste terre. Spettacolare, interessante, unica, un viaggio pieno di curiosità e storie che raccontano la nascita dei toponimi, di luoghi e tante meraviglie. Divisa in sezioni, separando le coste orientali, le coste settentrionali, le coste occidentali, le coste meridionali e le terre interne, ogni tappa racconta una storia per un totale di 60 leggende. Prima di ogni leggenda, lo scrittore ha dedicato un breve spazio nel quale portare informazioni del luogo di cui si andrà a parlare, dando anche cenni storici e curiosità. In pratica ti presenta la zona per la quale poi ha collegato la leggenda più famosa.

E io, adesso, vi racconto di alcune zone spettacolari.

Nelle alte valli del Borgarfjörður, il Hvítá (Fiume bianco) si precipita dagli altipiani interni per correre verso il mare e forma alcune prodigiose cascate, prime fra tutte le Hraunfossar, "Cascate di lava", una moltitudine di esili rivoli sorgivi che scorrono dal margine del campo di lava sulla sponda nord del Hvítá per circa un chilometro, precipitando tra le rocce, il muschio e le betulle nelle acque scure del fiume glaciale.
La cascata sgorga dal campo lavico, di origine vulcanica, Hallmundarhraun. Da qui anche l'origine del nome, infatti "Hraun" significa "lava" in islandese.


L'Arnarfjörður, il "Fiordo dell'aquila", è il più ampio dei Fiordi Occidentali a sud dell'Ísafjarðardjúp e vanta di molti siti storici come Selárdalur, sede di una chiesa in cui le XVII secolo, il periodo della caccia alle streghe, presto servizio il reverendo Páll Bjӧrnsson, che mandà al rogo molte persone sospettate di stregoneria. Nel versante settentrionale dell'Arnarfjörður si trova Hrafneyri, un altro sito ecclesiastico noto fin dall'epoca della Colonizzazione e ancora pià famoso per aver dato i natali a Jón Sigurꝺsson (1811-1879), eroe dell'ndipendenza nazionale, commemorato da un museo e da un monumento.



Al largo dello Skagafjörður, non lontano da Drangey, si trova Málmey, un'altra piccola isola verde e fertile, abitata per molti secoli fino al 1950, quando gli ultimi residenti la abbandonarono in seguito a un incendio . Málmey vanta una storia lunga e ricca di eventi e fino al XVIII secolo ha avuto una propria chiesa, servita dal reverendo di Fell, una pattocchia sul versante est dello Skagafjörður che ha avuto molti sacerdoti famosi anche per le loro doti soprannaturali. Esistono diverse storie collegate all'isoletta: per esempio pare fosse proibito portarvi cavalli, e se una coppia vi abitava per più di vent'anni, la moglie spariva senza lasciare traccia.
Málmey si trova al largo della costa settentrionale e misura 4 km di lunghezza di 1 km; è alta 156 m sul livello del mare e si può raggiungere solamente via barca.
Curiosità: Málmey compare nella Sturlunga saga come il luogo dove il vescovo Guðmundur Arason si rifugia per sfuggire a Tumi Sighvatsson e i suoi uomini, i quali
minacciavano di ucciderlo.


Il Borgarfjörður Eystri è il più settentrionale dei Fiordi dell'Est e in tempi recenti si è sviluppato il piccolo centro abitato di Bakkagerði. Vicino al villaggio sorge una collina rocciosa chiamata Álfaborg, "Roccia degli elfi", che si dice ospiti una delle maggiori comunità di elfi di tutta l'Islanda. L'ultima fattoria del Borgarfjörður, prima del famigerato Giaione di Njarðvík, è Snotrunes: un tempo conosciuta solamente come Nes, assusne poi il nome della regina degli elfi, Snotra, che vi abitò per un certo periodo.
Il villaggio è circondato da vette scoscese di riolite da un lato e dalle bellissime montagne Dyrfjöll dall'altro; non offre molto di turistico, ma il paesaggio è davvero unico, tra uccelli marini e le onde che si infrangono sulla costa. La presenza degli elfi è ancora molto sentita e le leggende non mancano!


Sotto il ghiacciaio Mýrdalsjökull si trova il vulcano Katla, che nel corso della storia islandese ha eruttato spesso causando enormi alluvioni e depositando detriti dove un tempo c'era il mare. [...] Si presume che intorno al 900 d.C. il vulcano Katla fosse quiescente da lungo tempo. nonostante le eruzioni, gli insediamenti non sono del tutto scomparsi dal Mýrdalsjökull: Álfraver sopravvisse come un'oasi nel deserto, con varie fattorie e terreni di buona qualità, grazie a un grappolo di colline a nord che hanno sempre deviato il corso delle alluvioni.
Curiosità: l'ultima eruzione del vulcano risale al 1918 e le eruzioni hanno cadenza variabile dai 13 agli 80 anni: il nuovo fenomeno è perciò in ritardo e il vulcano è monitorato continuamente. Il Katla fa parte di un sistema vulcanico più vasto
centrato sul vulcano Grímsvötn e che include inoltre il vulcano Laki e la fossa vulcanica di Eldgjá.

La Sprengisandur è la più lunga tra le piste che tagliano gli altipiani dell'Islanda centrale da nord a
sud, nonché quella che raggiunge le altitudini maggiori. Era battuta già nei primi secoli dopo la Colonizzazione. [..] La pista misurava circa duecentoquaranta chilometri ed era estremamente difficoltosa, sia per gli uomini sia per i cavalli, soprattutto a causa della mancanza di pascoli lungo il tragitto. [...] A partire dal XIX secolo si fecero alcuni tentativi per ripristinarlo, segnando tra l'altro il sentiero con dei mucchi di pietre. Nel 1933 lo si percorse per la prima volta in automobile e nel 1949, quando fu trovato guado accessibile sul fiume Tungaá, la pista cominciò a vedere un regolare traffico di mezzi a motore, in particolare dopo l'installazione di una teleferica per il trasporto delle auto e infine di un ponte a Sigalda nel 1968, durante i lavori per la costruzione di una centrale idroelettrica.
La strada inizia nei pressi del vulcano Hekla nel sud dell'Islanda, dove un'altra strada conduce alla regione denominata Landmannalaugar, e termina a nord nella valle del fiume Skjálfandafljót, non lontano dal lago Mývatn. Le origini del nome risalgono al fatto che nel passato i viaggiatori dovevano percorrere il deserto velocemente con i loro cavalli, quasi facendo un balzo rapido "spring" per fare in modo di giungere prima possibile ad avere nuovamente acqua ed erba fresca per se stessi e per gli animali. Ci sono, inoltre, diverse superstizioni relative a questa strada: alcune storie riguardano fantasmi e criminali, quindi le vecchie piste caddero in disuso per qualche tempo. Questi racconti costituiscono anche la base per una famosa canzone popolare islandese Á Sprengisandi.


© Le fotografie sono state prese da Internet.



Atlante leggendario delle strade d'Islanda di Jón R. Hjálmarsson

Editore: Iperborea
Uscita: 15 giugno 2017 (first 2000)
Genere: Raccolta di favole
Pagine: 252
Prezzo: Cartaceo 14,45€* | eBook 9,99€*


A cura dell'esperto in cultura e storia islandese Jón R. Hjálmarsson, un atlante sui generis e una guida di viaggio alternativa per percorrere (di persona o con l’immaginazione) le strade d’Islanda immergendoci nella storia, nel paesaggio e nelle leggende legate a ogni luogo.Tra le ricchezze letterarie dell’Islanda c’è un patrimonio di miti e leggende tramandato attraverso i secoli che è tutt’oggi una presenza viva nell’immaginario popolare. Questo anche perché in nessun altro posto come in Islanda le storie sono inscindibili dal paesaggio, nascono da una natura “vivente” e misteriosa, che non ha tardato a popolarsi di troll, elfi, spettri, eroi e stregoni. Ogni angolo del paese ha ispirato le sue leggende, da cui spesso derivano gli stessi toponimi, e ogni leggenda può essere mappata geograficamente. L’Atlante leggendario delle strade d’Islanda ci guida in un viaggio attraverso l’isola raccontando le leggende più memorabili di ogni luogo, dalle località più famose agli angoli più remoti e inesplorati. Storie che spiegano l’origine di un villaggio, di una credenza o di una roccia bizzarra; storie sul serpente del lago Lagarfljót, sugli spiriti che dimorano in un anfratto, in una casa abbandonata o in una collina di lava; storie di eventi poderosi, imprese eroiche, luoghi sacri o incantati; storie legate al credo pagano, come la leggenda dell’impronta dello zoccolo di Ásbyrgi, e altre più recenti basate su eventi reali, come la tragica scomparsa di un gruppo di bambini in una cascata. Accompagnato da pratiche mappe e piccole illustrazioni, l’Atlante è suddiviso in zone geografiche e ogni leggenda è preceduta da un’introduzione che la localizza e ne spiega l’origine oltre a dare una descrizione del panorama circostante e curiosi cenni storici e culturali sulla regione, indicando di volta in volta quali sono i luoghi che hanno lasciato una loro traccia anche nelle saghe.


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6 commenti

  1. Ciao :) anche io sogno di andare in Islanda ma temo sia un sogno ancora ben lontano dal realizzarsi. Ovviamente questo libro l'ho adocchiato da subito ma penso anche che mi deciderò a leggerlo una volta prenotato il viaggio, per evitare troppa sofferenza xD

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    1. Leggerlo ha solo che aumentato la mia voglia di andarci! Ma questo giro mi piace così tanto che sicuramente il giorno in cui riuscirò ad andarci sarà per fare questo tour :D

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  2. Anche a me piacerebbe, prima o poi, visitare l'Islanda.
    Intanto si compra il libro :-)
    Grazie del post!

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    1. Te lo consiglio tanto! Sono contenta ti piaccia il posto :D

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  3. Che bello questo racconto che hai fatto, tra atlante leggendario e reale! Il libro mi incuriosisce parecchio!

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    1. Sono contenta che ti piaccia! Il libro te lo consiglio tanto :D

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